Il blog, questo sconosciuto
Accendiamo la tv e sentiamo parlare del blog di Beppe Grillo; sfogliamo i giornali e apprendiamo che i giornalisti e i critici ci parlano attraverso i blog; usciamo per strada e due distinti signori in giacca, cravatta e ventiquattr’ore discorrono di blog. Tutti ne parlano, ma qualcuno sa veramente definire il blog e spiegarne la popolarità e la diffusione?
Innanzitutto, il termine blog è una contrazione di weblog, una parola composta che unisce web (rete) e log (diario di bordo). Il blog altro non è che un sito web, caratterizzato dalla presenza di unità minime di argomento dette post, o interventi, che un utente può pubblicare controllandone il contenuto e la formattazione.
Nulla di nuovo sotto il sole, quindi?
In realtà, la novità c’è. Il successo del blog è dovuto alla sua facilità di pubblicazione; chiunque, anche con un grado di informatizzazione minimo, può pubblicare un blog. Le piattaforme di blogging gestiscono, infatti, la parte di web design; all’utente non resta che redigere il contenuto e scegliere l’impostazione grafica e strutturale tra più combinazioni predefinite, ovvero il template.
Tutti, dunque, possiamo diventare dei blogger; sta alla nostra abilità creativa e stilistica rendere il nostro blog più interessante degli altri, e sta alla disciplina della web usability renderlo più facile da usare anche per i nostri lettori.
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Scherzo eheh
Bella spiegazione, chiara e semplice, adatta anche ai meno esperti